Cosa chiedere di più ad un evento live come un concerto dei sempre sorprendenti Rosa†Crvx? Beh, direi proprio nulla. Una straordinaria serata all’insegna della musica o, meglio, dell’arte nelle sue accezioni migliori: uditiva e visiva.
L’importante formazione musicale proveniente dalla Normandia, oscura, melanconica – a tratti addirittura tribale o guerresca – si è esibita al Theatre Club di Rozzano (Milano) lo scorso venerdì 23 Novembre, per l’evento (esclusiva data italiana della stagione) organizzato dal fortunato binomio Black Circus – Darkitalia, ormai da tempo garanzia di riuscitissime serate.
I Rosa†Crvx sono considerati, nell’ambiente, un gruppo proverbialmente schivo e rigorosissimo.
Alla vigilia dei trent’anni di attività, portati con sicura nonchalance, i Rosa†Crvx, nonostante la proverbiale intransigenza nel mantenere una sorta di “tradizionalismo stilistico” nel loro repertorio, hanno piacevolmente
sorpreso ancora una volta il pubblico con l’originale strumentazione che adoperano durante i loro eventi live. Il completo di scena è composto, infatti, da macchinari e strumenti artigianali di ogni tipo: su un palco illuminato da decine di ceri posti su un candeliere, la band ha utilizzato il loro ormai classico set di otto campane (la cui struttura reggente supera i sei metri), la particolare batteria acustica che suona a impulsi provenienti da un computer (che, a sua volta, attraverso un processo elettromagnetico comandabile, aziona anche i vari cimbali, tamburelli, etc.), il pianoforte da muro e le tastiere, l’atmosferico contrabbasso, le ambigue voci corali che sembravano provenire dall’aldilà… e, al centro, l’intensa chitarra suonata dal geniale cantante Olivier Tarabo, inventore (pluripremiato!) di tutti i non convenzionali strumenti utilizzati.Durante la loro esibizione, i membri della band sembravano piuttosto dei sacerdoti immersi in rituale liturgico e occulto, complice non marginale il loro caratteristico utilizzo del latino per i testi delle canzoni (per lo più estratti da libri antichi o da formule esoteriche). Il numeroso e ammaliato pubblico del Theatre Club ha avuto, inoltre, il piacere di essere coinvolto dalle performances delle due danzatrici, membri fissi del gruppo: a esse l’onore di aprire lo spettacolo con un numero da sbandieratori e di chiuderlo con la loro ormai celebre “Danse de la Terre” in cui, nude, al centro della sala, con il pubblico che faceva da corona, hanno danzato in una vasca piena di argilla, riuscendo a creare una sensazione quasi vicina al sacrificio umano.
I Rosa†Crvx (il cui nome è mutuato proprio dal celebre ordine segreto dei Rosa Croce, dedito all’occultismo e alla stregoneria e che professava l’idea di dualità bene/male in tutte le cose) sono considerati, nell’ambiente, un gruppo proverbialmente schivo e rigorosissimo. Essi predispongono ogni happening in maniera quasi maniacale, organizzando dal più piccolo dettaglio alle coreografie, dalle video proiezioni al merchandising: tutto in assoluta indipendenza e con il meritato successo che tutti abbiamo potuto apprezzare. Avere la possibilità di ascoltarli dal vivo offre una sensazione piacevolmente “primitiva” di un concerto magico/apocalittico e di un gruppo che sembra provenire direttamente da un antico ma mai brutale passato pagano… quando non direttamente dall’Inferno!