Influenzato dalla letteratura esistenzialista e da stili musicali diversi, il musicista Austriaco Clemens Engert in arte Alien Hand Syndrome crea canzoni come piccole opere d’arte tra rock alternative, gothic, noise e cantautorato acustico.
L’anima musicale di A.H.S. contiene fragilità e potenza, tanta malinconia e orge di rumore caotico, cerca di evitare le strutture conservatrici delle canzoni mettendo il focus sulla sorpresa e l’intensità dei sentimenti.
In questo suo secondo full-lenght intitolato “Slumber” i toni sono più pacati rispetto al precedente “The Sincere And The Cryptic”, i sintetizzatori messi in disparte lasciano spazio a canzoni melodiose, i momenti elettronici non mancano, ma sono in background, insieme ai classici strumenti ritmici.
La voce cristallina di Clemens è inconfondibile ne ricorda sì altre ben più famose, ma è mutevole, capace persino di assumere toni da Cabaret come in ‘Ballad About The Cranes’ e in ‘Hedonic Treadmill”, ‘Violent Yellow’ ha invece un feed drammatico, molto malinconico, sembra frutto di un incantesimo dark.
In ‘Slumber’ potrei citare i Placebo per quanto riguarda la voce ma sono i roboanti tamburi a farti muovere , potrebbe avere una chance sul dance floor.
Capirete quindi che assegnare un genere alla produzione di A.H.S. è davvero arduo la sua musica è emozionante e intensa, delicatamente sostenuta da oscuri archi e pianoforte, qualche luccichio rock non manca ma isolato e in minoranza.
“Slumber” è la colonna sonora perfetta per le tranquille ore serali, è un album lungo e complicato, ci vuole il giusto tempo e la giusta dose di pazienza per vincere la sfida lanciatavi da A.H.S.
Dovrete spendere un po del vostro prezioso tempo per scoprire “Slumber” ma alla fine sarete sicuramente ricompensati.