L'inflazione della musica elettronica , sicuramente , ha assunto , soprattutto negli ultimi tempi , proporzioni incredibili tanto da riuscire a nauseare anche i più accaniti nostalgici degli anni ottanta. La musica elettronica del presente , difatti , non presenta dei veri e propri stravolgimenti ma si limita a clonare ed a riproporre musica ed emozioni già ampiamente vissute ed ascoltate. Possiamo sicuramente affermare che questa clonazione di massa influenza , e non poco , i giudizi dei mass media e del grande pubblico verso band dedite alla musica elettronica le quali si ritrovano spesso condannate a giudizi approssimativi e superficiali . A risentirne , come spesso accade , èanche la qualità della musica che grazie a queste "operazioni di serie " ed alla frenetica esigenza di sfornare cd va letteralmente a farsi benedire. E' il caso degli Informatik che nonostante siano inseriti nel calderone della musica ormai divenuta convenzionale, riescono a svelare una certa versatilità ed una padronanza musicale di assoluto impatto e livello.
A differenza del suo predecessore "Beyond" , uscito poco più di un anno fa e rimasto quasi del tutto nel liquido limbo dell'anonimato e dello sconosciuto , "Arena" presenta dei sostanziali stravolgimenti e dei marcati cambiamenti della musica targata "Informatik" che viene inabissata verso sonorità più sensuali e malinconiche. Il viaggio a ritroso di questo dischetto ci porta attraverso la techno robotica dei Kraftwerk ed il synth-pop chiaroscurale dei New Order giungendo alle litanie e metropolitane sonorità appartenenti ai Massive Attack. Bisogna far presente , però, che i gruppi appena elencati sono solamente un citazionismo letterario in quanto la band riesce assolutamente a mantenere una sua propria identità ed una certa bravura , inoltre , nel riuscire ad aggiornare la propria musica secondo i canoni degli attuali dancefloor.
Le dodici tracce del disco scorrono attraverso una certa foschia ed un continuo gioco chiaroscurale che sembrano morire , per poi rinascere , attraverso le raggelanti tastiere. La poltiglia elettronica , a dire il vero , viene spesso iniettata da inaspettate introduzioni di rock , come succede per "Predator" e per "Come Together " ( tra l'altro traccia scelta per il singolo di promozione del disco ). La quadratura del cerchio , comunque , èsicuramente data dalla malinconia espressa per tutta la durata del disco che spesso viene inanellata grazie ad avvolgenti e lussuriosi coltri di synth (It Was Like I Was Dreaming e Falling ) ed ai ricami elettronici dal piglio fatalista (Entropy e Night And Day). A chiudere il vaporoso mondo di questo "Arena" ci pensa la spaziale malinconia espressa in "The End " incastrata tra una certa catalessi musicale ed un contesto retro-futuristico che lascia libero respiro ai sogni. Arena èun disco dalle sonorità variegate che riesce a dimostrare come il suono della musica elettronica possa essere ancora rimodellato e rigenerato grazie alla vera chiave che apre il "portone" della vera musica ovvero la creatività .
Un disco che si lascia ascoltare molto facilmente e che grazie alla sua orecchiabilità riesce a farsi vivere nel profondo.
Informatik – Arena
