Poco più che esordienti da noi, i Desdemona (band polacca che in patria vanta una lunga gavetta live con Katatonia, Tiamat, Type O Negative, Pain, VNV Nation, Front Line Assembly, Dreadful Shadows, Deine Lakaien, Clan of Xymox, Suicide Commando….non male, eh?!) sono in realtà in giro dal 1996, e “Endorphins” (introdotto da una copertina molto cyber) è il loro quarto album.
Che genere fa questa band dal nome shakespeariano?
Bhè, di fondo mixano chitarre Metal e Female vocals (grintosa, però, non lirica e neppure angelica) a sperimentazioni ed effettistica Electro (nella norma, niente di troppo “extreme” e sempre con l’intenzione di creare passaggi coinvolgenti e catchy o enfatizzare “la sfuriata” delle chitarre).
Il risultato?
Bhè, coinvolgenti: Bring in all è decisamente ben suonata, ben interpretata… desDream cita i Theatre of Tragedy di Assembly e la singer Agnieszka non teme di arrivare a un passo dallo scream, da tanto “è coinvolta” (siamo lontanissime da una Lyv Kristine!)…dimostra di avere un’ugola versatile.
In Poison ci sono echi alla Switchblade Symphony, derive ipnotiche e catartiche, ossessive (ottima track) qui la voce di Agnieszka si colora di sonorità tra il malizioso-lolitesco e lo scream, così come in Jealous sky: davvero indiavolata sia al “naturale” che quando effettata!
Devil’s Game ha un riff tipicamente Industrial Metal alla StoneMan/Rob Zombie: il suono è pompato, adrenalitico, “feroce e malvagio”.
Sorrow, come lascia presagire il titolo, rallenta i tempi e mostra una vena cupa e livida, quasi sinfonica. Le Female vocals però non lesinano in fatto di potenza: anche se ballata, non rinuncia all’impatto sonoro; In flames esplora la parte più “abbattuta” (sempre ottime le vocals, davvero coinvolgenti) alternandola questa volta a un’effettistica “quasi a scoppio”.
Anche Let’s play love riprende la potenza di Devil’s game: davvero innovativo il “bipbip” del telefono alternato alla voce effettata: sembra quasi una sigla da cartone animato perverso!
Euphoria è più liquida, rarefatta e sperimentale: Agnieszka si lascia andare alla sua parte più sweet, spesso riducendo la sua voce a una cantilena quasi da bambina spaurita sul sottofondo musicale, quasi schizofrenico e “stoppato”.
XXX chiude il cd: acido, abrasivo: la voce di Agnieszka che si compiace di passare da uno stile più sobrio a uno più aggressivo; altra bella song.
Questi elencati sono i punti di forza. Ma i difetti?
Per amore di onestà, non nascondo che qui e là (non spessissimo) la band “strizza l’occhio” ai Lacuna Coil (ehm… anche un pò dal punto di vista “estetico”, diciamo così….) quelli di Shallow life o Dark Adrenaline per intenderci, anche se rispetto alla band di Cristina, i Desdemona hanno sempre un approccio più Electro e corposo (la già citate e ottime desDream o Devil’s Game, per esempio, o anche Poison).
Un cd che ha tutte le carte in regola per farsi apprezzare anche da noi, tenendo presente però che la band è fortemente predisposta all'”overground”; sinceramente, non mi stupirebbe un loro passaggio su Mtv, per essere sincera;
se per voi il “Gothic Metal con voce femminile” è quello legato alla tradizione sulfurea dei primi Tristania/Theatre of Tragedy/The Sins Of Thy Beloved, difficilmente apprezzerete una band come i Desdemona; se viceversa non sdegnate le versioni e gli approcci più “moderni” al genere, con tutto quello che ne deriva (non solo derive Electro o sperimentali, ma passaggi catchy e di “ampie vedute commerciali” alla Lacuna Coil/Evanescence inclusi) allora i Desdemona potrebbero rivelarsi una band che fa al caso vostro (ripeto che sono più pesanti, comunque, per l’uso massiccio di effettistica).
Io li ho apprezzati, (la band sa suonare e sa coinvolgere, creando delle belle melodie, è innegabile, e quasi certamente dal vivo offrono una performance adrenalitica) ma come detto, a livello di “Gothic duro e puro”, com’era inteso nei primi anni ’90, non c’è praticamente nulla.
Da ascoltare, se vi piacciono Switchblade Symphony o i Macbeth odierni.
Lunaria
Desdemona – Endorphins
Lunaria
