Chris Pohl torna a pubblicare un nuovo album con la sua prima creatura musicale, Terminal Choice, quattro anni dopo l’ultimo “New Born Enemies”. Nel corso degli anni sembra averla un po’ trascurata questa sua creatura, che negli anni novanta comunque aveva fatto una buona EBM/Dark Electro, per dedicarsi completamente agli amati/odiati Blutengel e ad altri progetti come Tumor e Seelenkrank. Lui conosce benissimo la scena oscura, c’è dentro sino al collo, attivo con tutte le sue bands e anche come DJ, il buon Chris sforna album senza fermarsi mai. Tornando a “Ubermacht”, Chris Pohl and Co. ci propongono sonorità che variano dall’Industrial Metal alla Dark Electro da club, risultando pacchiano da un lato e godibile dall’altro, un disco a double face, e anche difficile da giudicare uniformemente, in quanto proprio mentre una canzone risulta non molto bella, ne spunta un’altra interessante. La maggior parte delle canzoni trae ispirazione da gruppi come Marilyn Manson, Rammstein, Zeromancer e altri che propongono questo tipo di sound, e poca farina del proprio sacco, a parte qualche episodio. Riff pesanti e metallici accompagnati da synth freschi ed energici, voce sia rozza (nel senso buono) alla maniera di Rammstein che pulita, dove si riconosce il vero Chris. E sono proprio le canzoni dove la voce di Chris è bella puilta e chiara a risultare tra le più interessanti, dove echeggiano melodie di oscura eletttronica rockeggiante. “Myspace Hero” ne è l’esempio, anche se come refrain mi ricorda molto i norvegesi Zeromancer, seguita da altre canzoni con queste sonorità quali: “Keine Macht”, “Get Away”, “I’m a Monster”, “Bitch Like You” e “Free Again”. Mentre in “Kommerz” si ritorna all’electro dove Pohl riesce a dare il meglio di se, ballabile e con i synth che lo hanno sempre contraddistinto, anche se il ritornello, e anche il testo, lascia un po’ a desiderare.
Il secondo CD, in edizione limitata, propone otto canzoni, di cui tre non album tracks, e remix vari. La versione “Relapse” di “We Are Back!” risulta molto più intrigante dell’originale, soppressi i riff metallozzi di chitarra e rallentata la canzone, con l’aggiunta dei suoni electro-industrial, la canzone trae molto giovamento, ridando stile ad essa e torna al vero sound del gruppo. “To America”, “I Kissed a Girl” e “DSM (2010)” invece rientrano negli stili dell’album e non incidono più di tanto. Poco convincente il remix dei Battle Scream della song “I’m a Monster” e buono quello ad opera dei Rabia Sorda (progetto del cantante degli Hocico), anche se il vocione di Chris Pohl, nella prima parte della canzone, lascia a desiderare.
Allettante il remix “Electronic Body Mix”, sempre di “We Are Back”, molto in stile And One, che cattura e ha il fascino della classica Club Hit. Soporifero l’ultimo remix, “JG Mix”, un po’ lento per i miei gusti. Sinceramente ci si poteva aspettare di meglio dai Terminal Choice e da Chris Pohl, ma probabilmente il voler suonare e cantare in tanti gruppi, porta a sperimentare tante sonorità , a volte il risultato è buono, a volte no, lui le potenzialità le ha, ma tra tutti questi progetti, è difficile metterle in risalto.
