I Dialis per via della mancanza di esibizioni dal vivo, non sono ancora una band molto conosciuta e l’unico modo per reperire informazioni relative alla loro musica è attraverso le pagine di myspace. Precatio è il primo vero album del gruppo, preceduto dalla pubblicazione dell’omonimo EP rilasciato nell’anno 2006 ed è un disco caratterizzato da uno stile folk con sfumature rock e altri particolari elementi che lo rendono davvero impeccabile. Nel disco si respira un’atmosfera oscura, melanconica, a partire dalla canzone d’introduzione Precatio, dove una lieve melodia struggente suonata al piano viene accompagnata da violenti colpi di basso e da un violoncello. In Labyrinth of Senses possiamo trovare inizialmente un ritmo tribale, contornato da un clarinetto, un violino e sottili arpeggi di chitarra, ma nella seconda parte della canzone le percussioni diverranno molto sottotono e il motivo verrà portato avanti dalla fisarmonica, la chitarra acustica e dal violino; un lavoro davvero molto piacevole per le orecchie. Risulta essere davvero molto bella la traccia Close Ocean, che all’inizio potrebbe ricordare per molti versi una canzone di Nick Cave su No More We Shall Apart per poi concludere con un motivo eseguito al Sax, che sinceramente mi ha fatto pensare molto ad un pezzo Jazz. Altre tracce davvero belle sono la serena A Sweet Eclipse e A Cliff Apart, che conclude il disco con un tono davvero liberatorio. Tutte le canzoni del disco sono interpretate da una voce profonda e se dovessi definirla forzatamente con degli aggettivi, la definirei senz’ombra di dubbio sepolcrale e d’atmosfera. Eviterò di parlare delle altre tracce del disco, perché più o meno seguono gli archetipi di quelle che ho menzionato precedentemente. Ad ogni modo l’album mi è piaciuto davvero molto e invito tutti i gotici e gli appassionati di folk in particolare all’ascolto.
Medieval
2009
Dialis