My Father Will Guide Me Up a Rope to the Sky
12 lunghissimi anni abbiamo dovuto aspettare per ascoltare i nuovi tormenti di Michael Gira . 12 lunghissimi anni ed una costellazione infinita di progetti paralleli , partecipazioni e collaborazioni durate per ben tredici anni prima di ridar vita alla creatura che l’oblio aveva sepolto , aveva stritolato in una sorta di nebbia sanguinante allontanandola dalla luce , affondandola nel nulla con la bocca cucita ed il cuore lacerato dalle spine.
Forse i suoi Angels of Light donavano troppa luce ai suoi occhi , o forse il criptico menestrello ha semplicemente avvertito la necessità di cullare nuovamente il suo ruvido ed informe neonato ; oppure Michael ha infine deciso di cedere alle continue lusinghe dei suoi demoni nascosti da troppo tempo nelle segrete rovine del suo cuore.
Ipotesi sicuramente non di facile spiegazione e per chi ascolta conviene s,enza starci troppo a pensare ,gettarsi a capofitto nel nero fango degli Swans, denso di lacrime ed inchiostro e lasciarsi graffiare dalle liriche e dalle emozioni pure e sincere del disco cercando di trattenere il respiro e di trovare qualche improbabile appiglio. in queste liquide pareti.
L’attitudine storica della band in questa ultima fatica non si smentisce e resta ben salda sui suoi fondamenti ovvero quelli di trarre dalle gabbie della propria anima emozioni , pensieri , e parole . e liberarli dalla schiavitù e dalle grinfie dell’inquietudine e della paura attraverso il solito sound metallico e straniante figlio di un folk come sempre abrasivo e ruvido come carta vetrata.
La difficoltà nel comprendere appieno le molteplici facce di questo mondo musicale chiamato Swans , restano praticamente immutate e si rifugiano ,come spesso accade, nel solito limbo letargico in continua lotta ed in continuo contrasto tra luce ed ombra , incubo e sogno , paura e sgomento (come ci indica la traccia d’apertura “No Words No Thoughtsâ€).
Ascoltando il disco comunque non è difficilissimo percepire che qualcosa di “diverso†esiste , respira e si muove costantemente nelle ombre. My Father Will Guide Me Up a Rope to the Sky rispetto ai precedenti, risulta avere dei canoni molto più folk e sembra essere più orecchiabile.
Potrei dire che forse il platter in questione risulta essere più “dolce†degli altri figli degli Swans se non fosse per il fatto che i fantasmi ed i mostri che escono dal tunnel infernale di Gira spazzano e riducono costantemente in briciole tutto ciò che trovano sulla loro strada senza alcuna pietà . L’omicidio ed il cannibalismo psicologico di “You Fucking People Make Me Sick†dimostra quanto appena detto e grava come un macigno sulla già pesante ambientazione grazie alla inquietante partecipazione vocale della figlia di Michael (di appena tre anni ).
Non mancano assolutamente brani “classici†come “My Birth†ed “Eden Prison†che riprendono una sostanziale continuità con il passato della band accontentando così anche la vecchia guardia legata da sempre alle origini di questa tetra creatura musicale.
Innovazioni e nuove prospettive musicali sono comunque presenti anche nei momenti classici del disco questo perché comunque va ricordato che buona parte della band è formata dai membri degli Angels of Light ( progetto ideato dallo stesso Michael ) mentre dei vecchi Swans rimane solamente il chitarrista Norman Westberg.
Nonostante le innovazioni il disco mantiene tutta la sua complicazione e tutta la sua originalità risultando forse un po’ troppo pesante e di non facile ascolto ed assimilazione sia nella musica e sia nei temi trattati . Va comunque detto che gli Swans e soprattutto il loro frontman non sono mai stati particolarmente attenti all’estetica ed alla orecchiabilità della loro musica ma sono sempre stati attenti a far cadere l’ascoltatore in assurde ed improbabili monolitiche voragini .
L’omicidio dunque prende il posto del bello ed il tormento e risulta essere il penny essenziale per attraversare lo Stige di questo album che risulta essere un buon disco anche se risulta essere molto distante dai paesaggi nefasti , dalle lame d’ortica e dalle atmosfere urticanti presenti nel loro forse più rappresentativo Filth / Body To Body, Job To Job.
Angel
Folk
2010
Swans