Negli anni passati, gli anni pre internet, c’erano due modi per restare incollati alla scena musicale che si seguiva e per avere informazioni sui nuovi gruppi: il passaparola (e le relative cassette registrate dagli amici) e le compilation. Due pratiche che al giorno d’oggi sono totalmente superate.
Le compilation furono, per tanti, il modo per avvicinarsi e conoscere gruppi che altrimenti non si sarebbero mai conosciuti e per aprirsi su altri orizzonti che altrimenti sarebbero stati preclusi. Quello delle “raccolte” furono delle uscite con una funzione importante. Avete idea di che valenza ebbero sampler degli anni ’80 come Gathered e Body Section? Per non parlare degli anni ‘90: non dovremmo mai smettere di ringraziare etichette come la No Control Torture e la Beton Tapes che ci fecero conoscere una miriade di nuove band con le loro raccolte su cassette (forse qualcuno se le ricorda).
Questa pratica, come dicevo, è purtroppo ormai “fuori moda”, in un’epoca in cui le informazioni corrono veloci ed una notizia di tre giorni prima è ormai passata e dimenticata. E’ giusto quindi segnalare e rimarcare l’importanza, anche “anacronistica” (ma a me piacciono le cose anti moderne), di questa operazione pensata e realizzata dalla redazione di Darkitalia.
Un’operazione (giunta alla quinta uscita) che presenta una ventina di nuovi (alcuni già conosciuti) nomi che hanno marchiato o stanno ancora proseguendo la loro “opera al nero”. La compilation si apre con i livornesi Velvet Vega con la loro conturbante darkwave notturna che conferma le ottime impressioni avute già nel disco di esordio. Da Edinburgo Kill Shelter prosegue con lo stesso tenore ma con una voce distorta che rende il tutto un po’ sinistro. Ecco allora l’elettronica cadenzata ma decisa e senza cedimenti di SYZYGYX. La Grazia Obliqua lascia da parte le atmosfere intimiste recenti e si cala nel sampler con un pezzo dove è il beat sintetico a predominare, con un rifacimento di un brano già presentato nella demo di esordio. Veramente gradevole sono i Neue Strassen per un brano incentrato anche su un arpeggio di chitarra che ricama melodie sul battito del drumming elettronico. Un brano riuscito che sembra la rivisitazione dei classici della new wave tedesca degli anni ’80
L’elettronica squadrata e minimale dei S.A.D dal sapore prettamente EBM si unisce idealmente all’umbratile battito ed all’ipnotico giro di basso del pezzo degli Antipole. Bella è la parentesi degli Infecticide che ricorda le sperimentazioni elettroniche del passato che i nostri riescono a rendere dal vivo in performance visivamente coinvolgenti e non monotone.
Con Oberst Panizza (dopo aver concluso l’esperienza dei Velvet Condom) si torna a prediligere il ritmo ballabile accattivante con una traccia che muoverebbe le gambe anche ad uningessato, immaginatevi un incrocio tra i Clan of Xymox e gli Snowy Red (non mi dite che non li conoscete….).
Finita la scorpacciata prettamente elettronica si passa al versante più suonato inaugurato da La Scaltra in cui fa capolino l’anima gotica con un pezzo che conferma il gruppo tedesco come tra i migliori prosecutori di quell’humus oscuro dal sapore Faith and the Muse ed alla frenetica “X-Dante” dei Dageist. Con i nostrani European Ghost si viaggia nei territori oscuri del post-punk moderno con un brano come “Marry Me” ricco di pathos e coinvolgimento così come il sensuale e metropolitano incedere dei Shad Shadow, il progetto collaterale degli Schonwald. Il clima diventa più dolce e romantico con gli arpeggi degli strumenti con i wavers Two Moons (nostra band che meriterebbe maggiore considerazione). Questo sampler battezza anche la nuova creatura Sacred Legion (ex Chants of Maldoror ed ex Human Disease uniti per l’occasione) autori di un brano dal sapore deathrock che però sa di fresco e non di stantio e che lascia presagire ottime cose per il futuro prossimo. Si cambia totalmente registro con l’esecuzione live di “Trains” da parte di Sjöblom (cantante degli Exploding Boy) in una sorte di cantautorato dark. Si continua su questa scia con Emil Moonstone The Anomalies (progetto collaterale dei già citati Two Moons) in cui la mente non può non condurci per alcune scelte sonore ad alcune melodie degli And Also The Trees (non sto delirando, ascoltate per credere!). Conclude la compilation i singhiozzanti giochi elettronici davvero riusciti di Distel e l’atmosferica traccia dei Black Egg (nato dalla mente dei Norma Loy) che come una sorta di ninna nanna pone la parola fine ad una carrellata di nomi che potranno soddisfare i palati uditivi di tanti.
La tavolozza di colore è totalmente nera ma le gradazioni sono molteplici. A voi il gusto e la pazienza di scoprire quella a voi più congeniale.