Esistono band, sparse per il globo che, incuranti delle mode del momento o da una ricerca forzata dell’originalità, sfornano opere che sono un vero e proprio tributo ad un determinato genere/periodo musicale del passato. E’ il caso degli Australiani Bat Nouveau – conosciuti anche come 13 Bats – che con il loro nuovissimo disco “Metamorphoses” hanno prodotto un lavoro “dark che più dark non si può”.
Coerenza stilistica e totale dedizione, quindi, agli stilemi del gothic rock più classico e intransigente, combinato al death-rock di scuola Americana e ad una certa attitudine batcave.
Naturalmente i paragoni con i “mostri sacri” del genere si sprecano: la traccia numero cinque, “Hung Hing” ad esempio è un chiaro omaggio – per non chiamarlo plagio – ai Bauhaus. Stesso dicasi per “Dust” che non avrebbe di certo sfigurato in uno dei primi dischi dei deathrocker Kommunity FK.
Nonostante tutto, il duo di Brisbane riesce a stupire l’ascoltatore con delle canzoni di rara bellezza, a partire dal primo brano “The Cry“, brillante esempio di come un brano goth-rock dovrebbe essere. Stesso dicasi per la marziale ed oscura “Lilies II
, dall’incedere lento e catacombale.
Il tutto accompagnato da una produzione perfetta per il sound proposto, quindi non troppo patinata, volutamente e adeguatamente “sporca”.
Poco altro c’è da dire su questo “Metamorphoses“, se non che è rivolto esclusivamente agli appassionati “duri e puri”, in cerca di qualcosa che non abbia troppe pretese, capace di riportare indietro con la mente di almeno 30 anni, in quel periodo così unico e affascinante.
Bat Nouveau – Metamorphoses