Un approccio fortemente emozionale al Neo Folk.
Le voci di Andrea e Sabella si librano su 10 piccoli gioiellini acustici:
Già l’opener Restless Eyes è esemplificativa delle atmosfere che i Lia Fail hanno intessuto in questo cd (stupisce una tale maturità compositiva!):
sete preziose d’autunno e di tramonti, mentre la tonalità di Sabella è sempre incisiva e d’impatto, profonda e spesso venata da un riverbero fortemente melodrammatico e gotico: una scelta stilistica davvero innovativa in un genere come il Neo Folk dove le voci femminili solitamente sono sempre molto “timide” e spesso solo di “contorno”, basta sentire Like a Star, per rendersene conto, dove la voce della vocalist è protagonista assoluta su una canzone dal sapore fortemente malinconico e rassegnato, mentre l’ugola di Andrea è più teatrale e declamatoria (sentite il coro in Lost in the wind!), qualche volta a un passo dal Gothic Rock (per esempio in Just a Breath);
La cupezza quasi primitiva e pulsante di Lonely Anguish, New Dimension, Leipzig, e di quella più soffusa In This Square e Lost in the wind, sono altri assi nella manica del gruppo, che può sperare di trovare estimatori non solo nel bacino d’ascolto prettamente Neo Folk, ma anche in altri contesti, proprio per pezzi quasi di confine, come questi, che hanno un andamento molto “Dark Wave” (specialmente Leipzig).
Mi sentirei di fare un parallelo anche con gli Argine di Radjodramma.
Battlefield e Soldier sono i pezzi più esteticamente Neo Folk, che piaceranno soprattutto agli estimatori del settore “più marziale” e vagamente “apocalittico” (la voce declamatoria in Soldier, su una base minimalista).
Unico “difetto”…l’esclusione della nostra madre lingua! Davvero un peccato, perchè le potenzialità e il talento di poter trattare il Neo Folk anche con una vena d’orgoglio legato alle nostre tradizioni liriche/storiche ci sono tutte.
Leggete cosa scrive Aldo Chimenti su Rockerilla n. 379: “Un’opera che si snoda sulle direttrici di una personale scrittura Neo-Folk lasciata decantare fra le note, i ritmi e i silenzi, tenuta in volo dal suono del flauto e del pianofote, irrorata dai fraseggi degli archetti e delle corde pizzicate innervata dalla metriche rotonde della sezione basso-batteria. In primo piano le voci di Andrea Carboni e Sabella Spiga che tingono melodie come affreschi per l’anima. Un’alchimia di figure iridescenti che agiscono sull’emozione evocando visioni di sogno e sapori malinconici insieme, baleni di aurore immaginarie che risplendono in un pozzo di luce”.
Sarà un caso che “targati Italia” abbiamo anche nomi come Albireon e Gargamella, oltre che Lia Fail? Non a caso, nomi apprezzati anche da Sol Invictus…
“….E giovinezze erranti per le vie, piene di un grande sole malinconico, portoni semichiusi, davanzali deserti, qualche piccola fontana che piange un pianto eternamente uguale al passare di ogni funerale…le speranze perdute, le preghiere vane, l’audacie folli, i sogni infranti, le inutili parole degli amanti illusi, le impossibili chimere, e tutte le defunte primavere…Toblack irraggiungibile, e di perduto è in questa tua divina terra, è in questo tuo sole inestinguibile” (Sergio Corazzini “Toblack”)