Occupiamoci ancora di questo interessante progetto italiano, guidato da Andrea, The Abi.
No one called è davvero spettrale, dismessa e lenta, si trascina affossandosi nello spleen; Yellow Purple Pink ha un bel break di chitarra lacrimante e liquida; quando invece la chitarra acquista più “grinta” (per esempio, nella successiva Whispered) mi ha riportato in mente l’uso che se ne faceva nei primi anni ’90, nella scena Shoegaze, per esempio; anche in Whispered si alterna un suono liquido e a cerchi concentrici (si senta la parte centrale della canzone), come onde; questa song vede anche un’interessante “sperimento” proprio con i riff della chitarra, che ad un certo punto, acquista una tonalità quasi acida e distorta. La conclusiva I walk away riprende il mood lento e dismesso, vibrando note pianistiche solitarie.
Forse l’unico difetto è dato dalla registrazione delle vocals, troppo sottotono; al di là che spesso le voce stentorea è funzionale al mood generale dell’album (per esempio in No one called o in Whispered, dove “quasi scompare”), l’unico consiglio che posso dare ad Andrea è di “potenziare” la registrazione proprio della voce, che spesso è troppo “sommersa” rispetto agli altri strumenti, mettendola invece in primo in primo piano, o se si vuole lasciarla volutamente stentorea ed a “eco”, facendo attenzione a registrarla in modo tale che non “scompaia” a tratti. Buona capacità tecnica/strumentale e compositiva nel songwriting ci sono, interessante anche la scelta grafica minimalista con cui ha deciso di presentare i tuoi lavori, quindi, avanti così, Andrea!