Una cosa è certa, gli Editors con i titoli dei loro album ci sanno fare, The Back Room, An End Has a Start, In This Light and On This Evening e ora questo The Weight Of Your Love che suona bene anche in italiano, Il peso del tuo amore. Il problema si pone quando questa diventa l’idea più azzeccata di tutto il progetto.
Con i dischi pubblicati dal 2005 al 2009 la band di Birmingham ha sfornato alcuni album nu wave e no fra i più interessanti del panorama internazionale, tutti caratterizzati dalla calda, ritmica e ipnotica voce dai toni quasi baritonali del loro leader Tom Smith, una voce di cui non si può fare a meno e di cui non possono fare a meno!
The Weight Of Your Love è invece il disco in cui l’interpretazione di Smith viene meno, nel quale mancano le sue note più usuali (quelle che abbiamo imitato quando intonavano Smokers Outside the Hospital Doors) lasciando spazio a falsetti e coretti sbarazzini, compreso l’ormai immancabile, orribile e modaiolo “Ooooooo… ooooooo”.
Credo negli azzardi e nelle prove impegnative che spesso rivelano gli aspetti migliori, ma credo anche che la produzione di Jacquire Kings (Tom Waits, Kings Of Lion, Norah Jones) abbia snaturato eccessivamente il gruppo già reduce della defezione di Chris Urbanowicz che nell’aprile del 2012 lasciava il gruppo e guarda il caso proprio per una divergenza con la direzione musicale intrapresa, scelta che misura tutto “il peso della sua presenza” nei precedenti successi e della sua assenza negli odierni insuccessi.
Ton of Love, biglietto da visita del disco, faceva intuire poco velatamente ma con astuzia il cambiamento intrapreso trascinando l’ascoltatore in una gioiosa canzone dalle tinte wave sfumata con quel rock anni 80 che riempiva gli stadi; colori che confondono, che appannano la vista, poi focalizzi che è il singolo e dai per certo che il disco sarà comunque diverso.
La produzione invece riflette anche sul sound e sugli arrangiamenti di tutto il lavoro, meno incisivi, inutilmente ripetitivi e troppo “popolar”, vengono abbandonate le atmosfere a tinte dark per sondare terreni sconosciuti e ahimè infausti.
Alcuni episodi sono davvero imbarazzanti: What is this Tingh called con Il falsetto di Tom è il momento destabilizzante del disco, quello in cui vorresti toglier le cuffie! Honesty è un tributo ai peggiori Coldplay e anche ben riuscito! Formaldeide ricca di coretti e strizzatine d’occhi, in The Phone Book la new wave sposa il country!
Per fortuna non tutto è perduto, alcune canzoni germogliano e fioriscono come miracoli in quest’arido giardino ma restano sicuramente insufficienti per un gruppo della loro caratura.
La linea di basso distorta e cruda, un rullante come un pugno al petto, un arpeggio di chitarra clean e una vocalità ritrovata incoronano Sugar regina della tracklist, Nothing su un tappeto di archi esalta finalmente la Voce quella con la V maiuscola che emoziona ancora, quasi da sola, quasi un inno.
Two Hearted Spider figlia dei migliori Editors alimenta i rimpianti e attenua le paure, le paure che questo maledetto peso, il peso dell’amore, possa esser stato a loro fatale e se davvero “ogni fine ha un inizio” non ci resta che incrociare le dita e attendere che questi nuovi Editors si tolgano le maschere da pop star e si rimettano quelle di super eroi della nu wave.
Editors – The Weight Of Your Love