Peter Murphy – Lion ( 2014 )
Periodo prolifico per l’inossidabile vena creativa di Peter Murphy che ci regala il decimo album della sua carriera solista, “Lion” uscito il 03 Giugno per Nettwerk Music group, il disco è prodotto da Youth ( Martin Glover ) dei Killing Joke.
Lion contiene 11 tracce, 11 sontuose tracce che uniscono trasversalmente quasi 40 anni di storia. Che Murphy fosse in forma non c’erano dubbi: ho assistito al “Mr. Moonlight Tour” ai Magazzini Generali ( la tournée che, nel 2013, lo ha visto girare il mondo per riproporre sui palchi una selezione del repertorio dei Bauhaus in occasione del trentacinquesimo anniversario della fondazione della band ) e già in quell’occasione il Leone ruggiva al pubblico tutta la sua voglia di stare ancora su un palco e confrontarsi con l’eterogenea generazione che accorre ai suoi concerti.
Peter non s’inventa nulla di nuovo, lui ha la facoltà di poter fare quel che meglio gli viene, quel che più gli piace senza la preoccupazione di doversi reinventare a tutti i costi, le novità le può lasciare agli altri, alle nuove leve, lui ha già dato e anche parecchio. Nasce così un album che evidenzia tutte le sue origini e al contempo aggiorna, là dove concesso, ritmiche e sonorità.
L’affiatamento con la band è ottimo, a tal punto che “Low Tar Stars”, “Holy Clown” e “Eliza” ricalcano perfettamente tutti i canoni della “cavalcata” goth rock, una sezione ritmica ingombrante rende le canzoni ancor più “devastanti” se ascoltate ad un volume adeguato.
Lion, come un Caronte, traghetta Peter all’età moderna, età in cui Murphy sembra trovarsi a proprio agio. Scaricati tutti i suoi illustri, vecchi, rari e preziosi bagagli li mette al servizio del manipolatore Youth che dopo averli resi nuovamente scintillanti riesce a fonderli col moderno donandogli nuove, essenziali sfumature. Nascono così “Hang Up”, sinistro e martellante e “I Am My Own Name” dove un dolcissimo arabesco tema introduce un pezzo assai più strong in cui P. M. invita tutti a liberarsi dalle mode e dalle tendenze cercando di essere sempre più se stessi. Ci sono poi quelle canzoni come “Loctaine” che ti riempiono gli occhi di orgoglio, l’orgoglio di riuscire a recepire tutte le vibrazioni e le sfumature che la musica può dare, un arrangiamento impalpabile si alterna in perfetta sincronia a chili di bassi in 4/4. Monumentale.
Lion è un gran disco penso sia chiaro, ma l’aspetto ancor più soddisfacente sta nel fatto che tanta bellezza è per lo più frutto della maestosa interpretazione che Peter Murphy ha messo nel suo canto, nella sua voce, ancora così viva e forte, così decisa, sempre più espressiva, canzoni come “I’m On Your Side”, “Compression” e “The Rose” ne manifestano e sottolineano tutta la poesia…… e il fiato manca e la pelle sensibile drizza le piume al cielo.
Thanks again Peter!