Voyvoda: band dalla Bulgaria, dedita ad una rilettura moderna del verbo Joy Divisioniano/Primi Cure/The Sound (ma i Nostri si divertono anche ad inserire frequenze e samples captati chissà dove: The Man in the White Coat, Iztok, 6000000 Words, Mr.Mrak, Stefan the Vlach’s Son, ariosa e polare, che si regge tutta sul mood teatrale e potrebbe piacere anche a chi ama Klimt 1918/My Dying Bride (le parti declamate), per l’approccio sperimentale di questa song, che viene ripresa anche in Doubts). Più che a divagazioni liquide, spettrali ed evanescenti (che pure ci sono, a tratti: Boylover James, l’incipit di No Passports, una delle track migliori del cd e che cita a pieni mani la decadenza Joy Divisioniana aggraziandola con “un carillon”!), i Nostri sono più interessati a calcare il piede sull’impatto e su una certa aggressività, un po’ come i nostrani Electric Sarajevo/Screen Wipers/The Doormen. Notevole D.A.S.F (piacerebbe anche agli Interpol!) nella sua citazione dei Joy Division frammischiati a parti più “atmosferiche”. Mr Mrak è la track più cupa e lenta, anche con divagazioni elettriche e sperimentali. Buona capacità interpretativa del singer, che passa da un tono più dimesso e abbattuto (la già citata Stefan The Vlach’s Son), ad uno più potente, lasciando posto ad una voce femminile “catacombale”: gran bella song! (peccato che la misteriosa singer si limiti solo a questa song e a un brevissimo passaggio in No Passports). Staroverets cambia registro, trasformandosi in una frenetica song simil Misfits periodo Famous Monsters con l’aggiunta di divagazioni synth. Non male! Certo, è un po’ fuori concept col contesto generale del cd, considerando le track precedenti, che sia qualche vecchio pezzo demo riesumato per l’occasione?! Da’ questa idea. Ad ogni modo i Voyvoda sono una band interessante, per davvero, nella loro rilettura personale. Malgrado forse la penalizzazione geografica che gli tocca in sorte (la Bulgaria, purtroppo, non è uno Stato in cui ci sia “prosperità e benessere economico”…un motivo in più per dare visibilità ai Nostri Voyvoda, supportandoli almeno via web!). Bella anche la copertina, con uno scorcio spettrale e nebbioso di solitudine ed alienazione urbana.
Lunaria
Qui è possibile farsi un’idea:
http://www.zorchfactoryrecords.com/official-releases/item/148-voyvoda-iztok.html
Post Punk
2012
Voyvoda