Cominciamo con il dire che il libro in questione si trova solo in inglese ed è edito da una branca della Dorcester Publishing, la Leisure Horror, che è specializzata in horror, come chiaramente si può dedurre. Si potrebbe dire che Edward Lee non scrive niente di nuovo, anzi, riprende il plot della storia da un vecchio libro di Richard Matheson, La Casa D’Inferno (che è stato appena ristampato), ma lo fa a modo suo, e rende a modo suo una storia già intrigante qualcosa di superlativo, 404 pagine che scorrono come acqua, anzi, “Attack” che tiene incollato il lettore alla storia, che non può smettere di leggere senza sapere come va a finire. Hildreth Mansion decisamente non è una casa come le altre e, in una tiepida notte di primavera, quindici persone entrano nella labirintica magione per partecipare a un rito molto particolare. Una volta che l’orgia arriva alla fine, incomincia il massacro e la mattina seguente vengono trovati, o meglio, si tenta di riassemblare i pezzi di cadavere. Dopo il suddetto macabro puzzle, i cadaveri vengono contanti e ne vengono trovati solo tredici; l’unica ragazza che si è salvata, perché scartata per il rituale, passa il suo tempo in manicomio, mentre un’altra ragazza risulta dispersa all’interno della casa. Adesso che le urla sono scemate e il sangue si è asciugato la casa rimane in attesa…e ora altre cinque persone ne varcano la soglia, ognuno di loro con il suo motivo e un potere psichico particolare, sono loro che sfideranno la casa a loro rischio e pericolo e ciò che vi abita. E questa è solo la trama, la scrittura di Lee è estremamente potente e non risparmia assolutamente nulla alla fantasia ed è una successione di pugni allo stomaco. E una volta finito il libro vi prometto che ogni volta che sentirete un rumore strano alle vostre spalle l’infarto è assicurato. E’ un peccato che non sia stato tradotto in italiano, del resto del parco di scrittori della Leisure Horror solamente Richard Lymon venne tradotto dalla Fanucci e dalla Sperling & Kupfer (solo alcuni dei libri e parecchio tempo fa), mentre Michael Laimo fu tradotto dalla Gargoyle, ma solo uno dei suoi libri.
Luca “Satanik” Rizzo