Quando aveva otto anni, Brian Lackey si svegliò nella cantina della sua casa con il naso sanguinante senza avere idea di come ci fosse arrivato. Dopo questo avvenimento la sua vita cambia: ha paura del buio, fa pipì a letto e ha terribili incubi. Neil McCormick è un bel ragazzo, affascinante ma con un modo di pensare e vedere le cose fuori dal comune, che tutti ammirano da lontano percependo un senso di disagio nei rapporti ravvicinati. La ricerca di quello che Neil intende per “amore” lo porta a New York City. La ricerca di Brian rivolta a scoprire quello che gli è accaduto in passato lo conduce a Neil. Insieme scopriranno che gli eventi che hanno influito sulla loro personalità non sono quello che apparivano.
Mysterious Skin è un film del 2004 diretto da Gregg Araki, tratto dall’omonimo romanzo di Scott Heim.
Ancora bambini, Neil e Brian sono vittime delle attenzioni del loro allenatore di baseball, un biondo ragazzone assolutamente insospettabile. Neil, che metabolizza il trauma innamorandosi del coach, rimuove la sua iniziazione sessuale diventando un mercenario omosessuale, incapace di vivere un rapporto sereno e duraturo; Brian evade dalla tragedia inventandosi una realtà tutta sua e attribuendo ai mostri che gli turbano la mente un’identità aliena, ossessionato da argomenti ufologici tanto da crescere nella convinzione di esser stato rapito dagli alieni. I due ragazzi, di famiglie problematiche e disagiate, non si rincontreranno fino a 19 anni, grazie alle ricerche di Brian che, intraprendendo un cammino di ricerca della verità e cercando di risalire all’origine dei suoi turbamenti, risale a Neil, risvegliando così il ricordo di cosa era realmente accaduto nella loro infanzia, dando inizio ad un amicizia esorcizzante.
Film a forte carica sociale, presentato al festival del cinema di Venezia del 2004, esplora il fenomeno della pedofilia non semplicemente puntando il dito verso i carnefici e i mostri, ma attraverso gli occhi ingenui delle piccole vittime che, pur romanzando, come solo i bambini sanno fare, una tale orrenda situazione, riescono a crearsi le loro corazze e vivere tutto come una favola, seppur tremenda, influenzando l’andamento delle loro vite.
Atmosfere da fiaba surreale ricreate anche dalla colonna sonora:Harold Budd e Robin Guthrie, ex Cocteau Twins, interamente strumentale; gli Slowdive rileggono l’intensa Golden Hair di Syd Barrett (famosa traccia costruita sulle parole di Joyce); le note incantate dei Sigur Ros