Una delle più affascinanti Dark Ladies che abbiano solcato la Musica Oscura -fate un paragone con le bellezze insapori delle veline che spacciano oggigiorno alla Tv!- rilascia nel 1981 questo “Juju” che insieme a “The scream” e “Kaleidoscope” completa il trittico che diede incarnazione al verbo Dark dei Banshees,
Già “Spellbound” con la sua atmosfera esotica e mediterranea oscurata dalle vocals sexy e misteriche di Siouxsie si candida come viatico della cerimonia ombrosa-esoterica che i Banshees avevano preannunciato, differenziandosi dai gruppi loro contemporanei più ancorati a visioni grezze o rarefatte della musica di quel periodo -ad eccezione dei Dead Can Dance-
“Into the light” quasi anticipa i Cure di “Pornography” (ma del resto lo stesso Smith suonò con i Bashees, che abbia preso da loro l’ispirazione per “Pornography”??) per la chitarra “miagolante” supportata da percussioni tribali.
“Arabian knights” si ricollega all’incedere pesante di “The scream” mitigato dalla chitarra impalpabile e “scordata”.
Grandioso l’effetto di percussione continua che sembra quasi richiamare entità funeste -è innegabile che il modo di cantare della bella singer sia fortemente evocativo e spettrale ! –
A mio parere, troviamo in fila già tre classici tra i più belli che la band ci abbia regalato..insieme a “Christine” e “Happy house” !
Anche “Halloween” mostra il lato più duro e “punk” dei Nostri che però chiudono il pezzo con un sibilo inquietante, così come “Monitor”, dotata di un incedere quasi robotico e freddo, è acida e ronzante.
“Nightshift” è uno dei pezzi più slow, quasi da trance, con le meravigliose vocals tragiche della nostra Diva Notturna.
Una song che tuttora nel 2001 non può che darci i brividi, da tanto è intrisa di ansia e tormento….
“Sin in my heart”, lividissima, altro pezzo “pre-Pornography”, un vero manifesto dell’essenza Dark:
vocals angustiate, chitarra liquida e drammatica, basso e batteria ostinatamente ossessive e paranoiche, che ti gelano l’anima.
L’urlo agghiacciato di “Head cut” trasforma la nostra Regina della Notte in Lamia frenetica, ben suportata dalla chitarra scarna ed orrorrifica.
Uno dei pezzi più violenti che la band ci abbia rappresentato.
“Voodoo dolly” con un’atmosfera straniante e psichedelica da “cerimonia da Santeria” chiude un cd che è un CAPITOLO IMPRESCINDIBILE DELL’OSCURO.
Un cd che ha frenato la sguaiatezza del punk fondendolo con ritmiche e vocals intrise di mistero primevo:
Latebre dell’inconscio…
Che l’urlo della Banshee regni in eterno….
Voto: 10
Lunaria
Darkwave
1981
Siouxsie and the Banshees