Abbiamo contattato questa promettente realtà italo-svizzera, gli Yabanci, che si sta facendo apprezzare anche all’Estero!
Autori di un bellissimo Ep, gli Yabanci ci parlano di loro!
1) Ciao Ragazzi! Presentatevi ai nostri utenti!
V: Ciao, noi siamo gli Yabanci, un gruppo gothic rock attivo dal 2011. Attualmente la formazione vanta Laura Ladyghost alla voce, Klark alle percussioni e Valerio alle chitarre (e testi).
L: Confermo solo in parte: siamo molti di pià¹. Concedetemi di dare degli “Yabanci” a tutti coloro che ancora supportano e sopportano la musica dal vivo.
K: Siamo tre reduci di un’epoca – gli anni ’80 – in cui le minacce di un olocausto nucleare avevano forgiato sonorità musicali innovative e cupe. Oserei dire che si trattಠdell’ultima avanguardia artistica osservabile nel XX secolo. E’ importante che le nuove generazioni di artisti ne siano coscienti e che, allo stesso tempo, gli Yabanci siano capaci di proiettare un discorso storico nel futuro in modo coerente e adatto ai tempi.
2) Yabanci: è un monicker abbastanza strano! Volete svelarci il significato?
V: Yabanci è turco. Significa “stranieri” o, di rimando, “coloro i quali giungono dall’esterno”. chi segue la letteratura fanta-orrorifica di HP Lovecraft coglierà .
L: E anche noi siamo “stranieri” gli uni agli altri, per nazionalità e provenienza. E la Svizzera, per ragioni storiche, è forse il luogo pi๠adatto ad accoglierci, quanto meno come base operativa.
K: Il significato filosofico è frutto dei pensieri di Valerio. Per me il concetto di straniero è un concetto che conosco fin troppo bene, ma devo dire che la nuova era virtuale è quella che pi๠di tutte le precedenti è riuscita ad alienare maggiormente le persone, rendendole tutte (o quasi) dei perfetti sconosciuti.
3) Per descrivervi a chi ancora non vi conosce, parlerei del vostro sound come una riproposizione old school della tradizione classica: Siouxsie and the Banshees, X-Mal Deutschland, Cadra Ash…
V: L’old school ci sta tutto. Quella degli Yabanci è una tipica formazione rock che predilige dar voce alle chitarre e alle ritmiche suonate e lascia libera interpretazione a Laura. Personalmente amo tutto quello che i fratelli Wright hanno prodotto negli anni, dal sound originale (e mai pi๠ripetuto) dei primi FotN, sino ai progetti Rubicon, Last Rites. Mi piacciono molto anche i Mephisto Waltz e, in forma sparsa, alcuni lavori caratterizzati da chitarre acide prelevati dalla discografia di band come i Cocteau Twins ed i Sisters of Mercy.
L: Paradossalmente secondo me solo Valerio è “old school”, anche se è il pi๠giovane tra di noi. Le prime cose che ho cantato (a 16 anni, al concerto della scuola) erano di Nico e VU, poi mi sono persa nell’industrial… ma senz’altro il postpunk mi ha sempre accompagnata, anche per motivi anagrafici; inutile dire che sono lusingata da cotali accostamenti, e inoltre a questo punto provo sincero affetto per Susan Janet e Anja, ormai mie fedeli compagne in tutte le recensioni che escono sulle cose che faccio, sia con gli Yabanci sia con i The Ghost Effect.
K: Da subito ho trovato nelle cupe armonie proposte da Valerio l’ambiente ideale per esprimere un drumming sostenuto e occasionalmente tribale, che caratterizza da sempre il mio stile. L’appellativo ‘old school’ mi diverte e mi piace parecchio. Non avrei mai pensato di usare un termine popolare del mondo hip-hop per la musica underground. I paragoni con altre formazioni, attuali o passate, non mi piacciono ma riconosco che sono inevitabili. E’ tuttavia difficile essere innovativi quando il periodo storico di riferimento ha prodotto opere che potremmo definire “definitive”. Con Yabanci perಠc’è l’incontro di persone con esperienze e gusti diversi: l’amalgama eterogenea dovrebbe produrre frutti originali. La nostra non è una semplice riproposta, quindi. Altrimenti daremmo vita ad una cover band, che è pi๠semplice.
4) Le vocals di Laura LadyGhost sono davvero bellissime. Ha davvero raccolto l’eredità siouxsiana. Canta con una maturità stilistica e un’interpretazioni cosଠteatrale e spettrale da meritarsi davvero gli applausi.
V: Conobbi la voce di Laura a seguito di uno scambio di materiale promozionale. Durante quei giorni era in atto la ricerca di un nuovo vocalist ed io, stupidamente, non cercavo altro che un interprete dotato di capacità baritonali, giacchè la figura di McCoy era ancora predominante nelle mie idee. Alle volte le migliori possibilità sono celate solo dai nostri pregiudizi.
L: Caro Valerio, un’altra vittoria nella mia personale battaglia contro il maschilismo in musica!
K: LadyGhost è, come me, una reduce del periodo storico di riferimento. Ma, a differenza di me, ne è rimasta molto pi๠influenzata. E’ indispensabile per me.
5) Siete stati recensiti anche su una webzine estera. Penso che abbiate avuto modo di farvi apprezzare anche là¬, o sbaglio?
V: Esistono diverse sacche di estimatori dei nostri generi di riferimento sparse un po’ ovunque. àˆ relativamente semplice mettere online una selezione di lavori e raggiungere un vasto pubblico di ascoltatori. Grazie ad una rapida successione di recensioni positive, la pubblicazione di Birth è stata accolta con una certa curiosità in America Latina cosଠcome in Europa. Personalmente non sono molto favorevole alle categorizzazioni, ma in questo caso l’esser stati definiti come un mix tra Nephilim e Siouxie ha subito destato l’interesse di una certa fascia di cultori.
Superato questo primo step ciascuno ha potuto decidere autonomamente cosa pensare della proposta musicale degli Yabanci, ed infatti il disco è stato richiesto in formato fisico da diverse aree.
L: Oggi qualunque produzione puಠarrivare virtualmente ovunque; e il materiale è talmente tanto che la vera conquista è che qualcuno ti ascolti davvero!
K: Sono postivamente stupito dall’interesse che c’è per una band ‘old school’ come la nostra. Ne deduco che le forme pi๠moderne di dark-wave-goth hanno cominciato a stufare.
6) So che trattate temi legati all’esoterismo; volete parlarci
anche della copertina? è piuttosto inusuale, nel genere Dark Wave, ed è pi๠legata, a prima vista, alla scena Eso/Dark Ambient…
V: Il simbolo degli Yabanci è una trasfigurazione dei sigilli del libro “Goetia”, primo tomo del grimorio salomonico. àˆ dalla tradizione delle conoscenze antiche che traiamo maggiore ispirazione nella composizione ed arrangiamento dei brani. Ogni frammento di testi sacri, di trattati sulla filosofia naturale, racchiude in sà© una quantità di informazioni, tradizioni codificate, nozioni celate dietro simbologie. àˆ allarmante constatare quanto queste, che fanno parte nel bene e nel male della cultura europea e medio orientale, vengano bollate e del tutto trascurate.
àˆ sufficiente investigare quanto si sappia oggi delle radici filosofiche dell’alchimia. Scopriremmo che qualcuno collega il termine ad una dottrina superata dalla pi๠moderna chimica, che qualcun altro la associa al tentativo tanto eccentrico quanto fallimentare di arricchirsi tramutando “magicamente” metalli in oro. In realtà è una dottrina incentrata sull’essere umano.
L: Valerio, parla per te. Ogni volta che devo cantare i tuoi complicatissimi testi ho pensieri molto pi๠prosaici.
K: In genere ho rispetto e fiducia nell’arte compositiva, sia musicale che testuale – visto che non so fare altrettanto.
7) Ho visto che avete avuto modo di suonare live, il 21 Aprile 2012. Volete raccontarci qualcosa al riguardo?
V: No, parliamo di storia recente. Abbiamo suonato live il 6 aprile 2013 presso il Rullante Club di Firenze presentando una selezione del repertorio prodotto in un anno e mezzo di lavoro. Questa è stata la prima uscita ufficiale con la formazione attuale. àˆ indispensabile guardare al futuro, sempre, e creare le migliori condizioni possibili affinchè tutti possano contribuire in piena libertà a definire lo stile della band.
L: La prima volta fa sempre male… la seconda non si sa… aspettiamo la terza volta, quella che ti fa pensare.
K: L’espressione in situazione live è importante ed è la classica ‘prova del 9’, perchà© con la tecnologia di oggi chiunque puಠprodurre un disco decente (oltrettutto a prezzi irrisori rispetto a solo 10 anni fa). Ma l’esibizione pubblica è impegnativa, e ti mette a nudo davanti alla gente. Emozioni forti, difficili da raccontare.
8) Come vi state muovendo per promuovere l’album? Girerete anche qualche video?
V: Abbiamo in programma altre uscite e collaborazioni utili a promuovere l’intero repertorio. A Birth, uscito il 15 febbraio per la
label SwissDarkNights, seguirà Grimorium, un full lenght di 12 tracce.Video? Possibile?
L: Non spaventatevi: alla fine un grimorio è come un libro di ricette!
K: Se l’era virtuale mi piace poco, qualche pregio ce l’ha: la capillare diffusione – in modo quasi gratuita – di contenuti. Internet
infatti ci ha aiutato parecchio. L’alternativa sarebbe investire nei servizi di un ufficio stampa, il che si potrebbe fare quando (e se) otterremo dei buoni riscontri con l’album completo ‘Grimorium’. Per ora diffondiamo l’EP che, curiosamente, pi๠che un veicolo pubblicitario sta diventando un oggetto del desiderio vero e proprio: in poco pi๠di un mese ne sono già state vendute una quarantina di copie, soprattutto via web ma anche dopo il concerto di Firenze. Coi tempi che corrono – e per il genere di musica che facciamo – è un successo enorme.
9) Concludete a vostro piacimento!
V:”La camera e il tempo erano ormai ugualmente nitidi. Come Giano bifronte, Hauberrisser poteva ora guardare contemporaneamente nel
mondo dell’aldilà e in quello terreno, distinguendone ogni pi๠piccolo dettaglio: adesso era di qua e di là , un uomo vivo.”
L: “Siamo solo di passaggio.”
K: Siamo qui per divertici. Se cosଠnon fosse, occuperei il mio tempo facendo altro.