I nostri cugini francesi ci hanno regalato, negli anni '80, splendide gemme sonore nere e decadenti.
Possiamo suddividere idealmente i gruppi secondo "tre scuole di pensiero":
– quella più legata al sound dei Cure (specie quelli di "Seventeen Seconds" e "Pornography").
– quella ancorata agli stilemi dei Siouxsie and the Banshees.
– quelli sperimentali e all'avanguardia legati al Post Punk di ispirazione Joy Division.
Nel primo gruppo troviamo band come Charles de Goal, Coldreams (con una vocina femminile da spettro che piacerà a tutti i fans dei Cranes) e gli Humour Malade (influenzati dal sound dei Clan of Xymox di "A Day") e i Vision Baroque (più languidi e spettrali) Nelle band influenzate anche dagli orientalismi dei Siouxsie and the Banshees, guidate da maliarde in nero, troviamo i Tanit (e basterebbero anche due sole song come "Banshee" o "Night Knight" per mandare in visibilio i fans di album come "Juju"! e i Baroque Bordello (notevoli soprattutto agli inizi, spettrali e ossessivi come il genere richiede, poi autori di un album troppo sperimentale, "Via", sulla scia del "Peepshow" dei Banshees) e i "liquidi" Marble Noir.
Nella terza categoria citiamo i Clair Obscure e i Leitmotiv (ambedue molto alla Virgin prunes) tra dissonanze, stridori e primitivismo, gli Orchestre Rouge (con un dadaismo sonoro delle volte vicino ai Birthday Party di "HeeHaw") i più moderni Frustration, i Guernica e i Joy divisionani Guerre Froide. Una citazione a parte meritano gli "industrialoidi" Kas product, eclettici, sperimentali e guidati da un'aggressiva leader, dotata di un notevole timbro vocale istrionico e capace di passare da vocals urlate a quelle più sospirate o languide (da culto una track come "Never come back"), se volete, una sorta di versione bon ton di Nina Hagen, gli agghiaccianti Excès Nocturne (con una vocalist simil lirica e paranoica, su basi cupissime e ossessive) e i fondamentali Corpus Delicti, gelidamente Bauhausiani.
Ricordiamo anche due cantautori deliziosamente Pop Wave come Marc Seberg e Bernard Lavilliers, molto vicini al nostro Garbo, i Pacific 231, più easy e nell'ambito Punk, anche se privi di orpelli macabri, sono da annoverare i La Souris déglinguéé e i Wunderbach (molto alla 45 Grave).In epoca moderna, tra nebbie e cattedrali, si aggirano i Violet Stigmata, spesso acidi ed elettronici nella loro rilettura enfatica del Death
rock
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"Mille oiseaux de nuit, mille chansons mortelles
m'environnent, volant par ordre sur mon front
que l'air en contrepoids a chèdes mes querelles
soit noirci de hiboux et de corbeaux en rond"
"Mille uccelli notturni, mille canzoni mortali
mi circondano, con volo ordinato sopra di me,
mentre l'aria per contro, afflitta dai miei lamenti
si oscura di gufi e di corvi all'intorno"
(Theodore Agrippa D'Aubignè "La Primavera")