Introdotto da un intro cupo e drammatico, che poi sfocia in una ballata Neo Folk contrita (Drowning) prende vita questo Decade, a nome All My Faith Lost…
Drowning svela il lato fragile fiabesco, ormai quello che possiamo considerare il marchio di fabbrica della band: alla voce eterea femminile, sempre più fatata, si contrappone, quasi in ossimoro, il recitato maschile, spesso mesto, che lascia il passo a quello femminile, in italiano:
Riaffiorono riverberi spettrali (Ancora o Angelike part III), preludio e intro a canzoni saturnine (Land’s End o la ballata funebre -molto alla Dead Can Dance- Damnation (a cui di rimando, rifulge Still), uno dei pezzi più disperati, venato da una sottile angoscia gelida, dove a prevalere è la totale solitudine e disfatta), dove ai vocalizzi fairy di Viola, il compito di annunciare la mestizia è affidata alla voce di Federico.
E la scelta di dare maggiore risalto alla nostra lingua, non può che essere un ulteriore pregio e nota di personalità ( spesso raggiungendo grandi effetti lessicali-simbolici, come in Land’s End o in Apart:
“Ricordi come ingoiare vetro/ dove sei?/ Parvenza/ non sei nient’altro/ non che sei l’inesistente cercato/ la pioggia e gli assenti sono la stessa cosa/ si confondono/tutto quello che amo/scompare…).
Il suono è sempre più intimista, a cui si aggiunge qualche la magniloquenza degli arrangiamenti – mai troppo “pomposi”o “pretenziosi”, siamo lontani dalla pesantezza operistica di casa Elend – o il Neo Folk brevissimo di Caligo (“Io/ ho abiti agonizzanti che ti rincorrono/ la disperazione può sdraiarsi su di me/ ci sono fitte in ogni spazio della mia anima /far goccialare la tua inquietudine sul mio letto/ poi sdraiarmi/ domire/ per sempre/ il suono dei tuoi sogni mi scandisce le ore”), virato ad atmosfere quasi esotiche in Angelike pt II: sembra che la band questa volta si sia concentrata maggiormente sul’immediatezza minimalista, per offrire scorci simultanei di spleen.
“Entreremo per mano nell’eterno mare, scivolando su sentieri di cristallo…” (Drowning)
“Per te gli angeli si vestono di nero e si uccidono baciandosi” (Angelike pt III)