Come Ungaretti, all’ascolto di questo cd, verrebbe da mormorare: “Avrò il tuo passo, andrò senza lasciare impronta…”: lo stile musicale proposto dal duo è segnato dalla delicatezza, da suoni espressi “in punta di piedi”, con pudore, come se il segreto fosse proprio nella timidezza al limite dell’occultamento di se stessi: tutto suona come percepito, o artisticamente parlando, come “non finito”; voci fragili si intrecciano in Angelike, per una ballata triste e malinconica; fortemente neoclassica (con dei bellissimi archi) è Notti Bianche, che sfodera tutta la sua aura dolente e umbratile.
The Waves fluttua con vocalizzi femminili fatatamente fragili ed eterei, su una base minimalista e intensa: uno dei pezzi migliori del cd, che come bruma oscura ricopre i solchi del cd, proseguendo in Ocean Sea.
Presagio Triste, come gocce di piogge, distilla lentamente spleen e rassegnazione.
Per tutto il cd, a prevalere sono le atomosfere soffuse e intime, dai toni pastello e silenti; non mancano elementi che vanno a celebrare il lato più oscuro e angosciante come ballate folk meste e funebri: House of incest, che come vento boreale, sferza con la sua bellezza gelida e le spettrali Absence, An Early Fright (per certi versi, molto à la Cranes) e Ivory (quest’ultima in particolare, davvero venata di un’aura da requiem), i pezzi più oscuri del cd.
Luminal, dall’intensissimo pianoforte, solcato da riverberi evanescenti e l’outro Amado mio (recitato tutto in italiano) chiudono un cd che potremmo riassumere con questi versi ungarettiani :”Dall’ampia ansia dell’alba svelata…foglie, sorelle foglie, vi ascolto nel lamento. Autunni, moribonde dolcezze…e già sono deserto, perso in questa curva malinconia. Ma la notte sperde la lontananza, oceanici silenzi…”
Albe, foglie cadute, Autunno, dolcezza, malinconia, abbandono, silenzio, in attesa che la luce torni a riscaldare sguardi che fissano orizzonti lontani.
Gli All My Faith Lost… piuttosto restii a “mettersi in mostra”, sono uno dei gruppi italiani più competitivi su scala internazionale, spesso in tour all’estero.
Da riscoprire, insieme agli Ashram e Lupercalia.