I Barbarossa Umtrunk sono ascrivibili nel genere Eso/Dark Ambient, dai toni epici e marziali (Arehisosur), spesso Folk e primitivi (Der Talisman Des Rosenkreuzers), ricordando vagamente band come Leger des Heils o Fire+Ice (ma i Barbarossa Umtrunk hanno un approccio più misterico e da “cerimonia pagana”, dai toni spesso soporifici, mirando a una trance come in Der Talisman Des Rosenkreuzers, o la doppia versione di Yenitcheri Ersen Faust, recitate la prima in una lingua che sembra arabo, e la seconda in francese, con un effetto molto alla Coph Nia, o Walvater che poi vira su temi molto “barocchi” di cori lontani e spoken words in tedesco e francese!). Qualche influenza del primo Der Blutharsh, soprattutto, anche se i Barbarossa Umtrunk non possiedono lo stesso talento visionario (per esempio, si senta la marzialità tutta mitragliatrici e delle granate in Deutchland Erwache! o anche il tono in Walvater, malgrado le vocals maschili siano decisamente “nasali e stridule”) Oberland Freikorps (una sorta di cori inneggianti, su un sottofondo classicheggiante, pianistico verso la fine e con spoken words francesi effettate!). Le immancabili atmosfere “Radio Jazz primi del ‘900” di Hotel des Quatre Saison, con doppie spoken words che si sovrappongono, e ululati lontani di lupi (!), Gotal Halgarita, che ricorda il periodo di The Divine Punishment di Diamanda Galas, (ci sono sempre recitazioni soporifere in una lingua non precisata), su effettistica, o L’elu du Dragon Vert, che inizia con l’Om e finisce con spoken words latrate in tedesco “cattivo”, ed effetti di aerei in volo…Chiude il cd (13 canzoni sono davvero troppe, suonate in questa maniera!) Die Herren Vom Schwazen Sten: altri latrati di lupi, marce militari tedesche, una strana nenia arabeggiante protratta all’infinito di sottofondo, chiude il cd.
Un album, che spesso si impaluda in ritmi noiosi e inconcludenti, se non “kitsch” (L’elu du Dragon Vert, Veilleur, ou en est la Nuit, o Die Herren Vom Schwazen Sten, poi, che senso ha?!), lasciando un senso di confusione. Dato il cambio di registro continuo, spesso in una stessa song (da temi recitativi in arabo, francese, tedesco si passa a suoni di mitragliatrici, granate, marce militari, aerei in volo, derive Folk/Pagane, “urla d’aquila”, latrati di lupi, cori femminili lontani…) diventa difficile esprimere un giudizio…il cd rasenta più l’effetto “macedonia: buttiamo tutto nel frullatore”, ed è quello che la band ha fatto, una sorta di macedonia schizofrenica musicale. Il voto sarebbe un 6, non pieno, perchè, a mio parere, tutte queste influenze musicali (alcune davvero strambe, vedi i canti in arabo, su sottofondi di marce tedesche!), gettate con questo effetto, a casaccio, provocano più un senso di confusione e fastidio, che non applausi, ma dato i buoni spunti compositivi che riaffiorano di tanto in tanto (forse le track più notevoli al riguardo sono Deutchland Erwache!, Walvater e Oberland Freikorps, anche se ripeto, la band pesca a pieni mani da Blutharsh, Laibach o Puissance), da ascoltare, con cautela, specialmente se non si amano già certe stravaganze Dark Ambient, malgrado nel genere ci siano band più promettenti (Nevod, o Sala delle Colonne, per esempio).
Lunaria
Ambient
2012
Barbarossa Umtrunk