Mi appresto a descrivere una delle uscite piùinteressanti di questo inizio d’anno. Il nuovo lavoro della band Bretone si presenta come un mondo musicale esteso privo di limiti ed incorniciato solo da orizzonti. Orizzonti che ci portano direttamente nella metamorfosi Kafkiana da cui è ispirato questo Unaltered Empire . Una scelta non facile ma i Mediavolo ci hanno quasi sempre stupito e trasportato verso sonorità opache ed eleganti come quelle degli anni ottanta attraverso temi e visioni mistiche e filosofiche. Il nuovo cd ripercorre si i fastumi musicali targati anni ottanta ma graffia e viola le stanze e le pareti del cuore musicale appartenente alla musica degli anni settanta. Un viaggio nel tempo che ci riporta alla mente immagini e visioni musicali che un tempo appartenevano ai Cocteau Twins o ai Radiohead.
A dire il vero la loro anima non è stata quasi mai del tutto posseduta dai demoni del passato ma è riuscita sempre a mantenere una propria identità musicale . La loro musica ,infatti , è figlia di un sound fresco ed innovativo che fa della passionalità e dell’eleganza le sue colonne portanti. Il cd dimostra la crescita esponenziale di questo gruppo sempre attento nella ricerca di un sound molto raffinato . Raffinatezza e pathos musicale si estende come luna d’Agosto in questo cielo digitale dove le sonorità dream pop incontrano quelle psichedeliche sfiorando , a tratti , sonorità gotiche ed ancestrali . Le emozioni , le visioni e le sonorità sono condotte magistralmente da una splendida Geraldine e dalla sua calda ed ariosa voce .
La sua performance si lega benissimo con il nuovo progetto ed a tratti riporta alla mente i tratti ed i contorni musicali delle indimenticabili Kate Bush e di Claire Hamill. Il cd si apre subito con l’enfasi poetica di Treasure Box dal testo strappalacrime e dalle atmosfere assolutamente malinconiche . Le tinte oscure ed i paesaggi eterei si estendono a dismisura nelle valli musicali di Cavalry Drum mentre ritmi più rocckeggianti caratterizzano Dry And Brave . Il cd si estende su un connubio di malinconia incastrata in fulgide cornici di rock, ambiet e sonorità medioevali scorrendo con una semplicità ed una austerità esilarante ed affascinante. La mancanza di brani filler lo rende ancor piùcompatto nascondendo ombra e luce in atmosfere sognanti e celesti. Un disco da consigliare a chi ama le sonorità raffinate ed eleganti e a chi voglia di perdersi in morbide atmosfere musicali ma anche ai neofiti al quale diamo la possibilità di conoscere questo disco con un vero capolavoro musicale.
Un pensiero va fatto per il lavoro dell’etichetta Prikos capace di rilegare ed incidere a fuoco in un piccolo contenitore digitale atmosfere fiabesche e musiche d’altri tempi .Angel