Già l’opener “Come inside” è un capolavoro di inquietudine morbosa e gelida, con vocals conturbanti e l’incipit tutto basso e batteria ricorda i Bauhaus di “Bela Lugosi’s dead” su riverberi spettrali.
Ricordano anche i Cure della song “Phornography” per l’incedere lento e le vocals spesso filtrate.
La successiva “Wake up” è un tributo ai Clan of Xymox di “Medusa”, con la base campionata e gli effetti gelidi, mentre “Angel” è analoga a certa Cold wave francese e l’arcana “Where are you know” è una song un pò atipica per gli stendardi Darkwave, col suo giro tastieristico sembra una ballata medioevale.
“Redlight” e “Lizard man” ritornano alle sonorità acustiche, specie “Lizard man” che con il ritmo costante è analoga a certi pezzi dei Red lorry yellow lorry come “Happy” o “Jipp”, mentre la livida “the seduction” e la martellante title track li rendono simili ai Clan of Xymox ma più viscerali e meno algidi; la title track potrebbe ricordare un pezzo come “Eclilpse I” dei Kirlian camera, mentre la lenta “The hurt” è arricchita da synth spettrali e voce effetto eco.
La band mantiene un buon equilibrio tra gli effetti electro e le parti acustiche non eccedendo nè in unà nè nell’altra.
“2000 light years from home” è un’altra song figlia dei Cure di “17 seconds” specie di “In your house” e “Play for today” mentre in “Valiant to vile” i toni vengono abbassati ulteriormente regalando un senso di cupezza e tragicità ; per l’incedere quasi doom li paragonerei ai Saint Vitus.
Da brividi il coro effettato che si perde in lontananza tra sussurri!
“The night” pare un pezzo dei Mission del periodo “Children” quasi una progenitrice di “Tower of strenght”, un inno da cerimonia ancestrale per evocare ombre inquiete.
“Arabia” richiama la “Killing an arab” cureiana per le sonorità orientaleggianti, ma con suoni più frenetici e deliranti.
Chiude il cd la strumentale “the theme”, incarnazione della cupezza cureiana.
Lunaria
Darkwave
1984
Danse Society