Questo cd impreziosito da un artwork elegante ed erotico (limitato a 500 copie), usciva nel 1999 e aveva ricevuto riscontri positivi…..peccato che della band non si sappia più niente!
Se prima con l’onda degli Him, assistevamo a un approccio “soft”, ( do you remember i “cloni himiani” come i Sara Lee, Fragile Hollow o Malice in Wonderland..?), pur nella deriva inevitabile agli stilemi del genere, qualche gruppo che tentava una via personale al genere c’era (e c’è).
I Diableria erano tra questi: i rimandi ai primi Him periodo Greatest Lovesong vol. 666 restano, eppure la scelta nell’uso differente di stili vocali (dal languido-recitato a quello più roco e “street” fino al Growl), così come improvvisazioni chitarristiche (spesso “pesanti” o liquide come in Digitalis Purpurea) rendono il cd interessante e non prevedibile.
Qua e là si aggirano reinterpretazioni dei Type O Negative (periodo Bloody Kisses, per dare qualche coordinata) e Tiamat (soprattutto in the garden), mixati alla perfezione senza risultare nè tediosi nè stucchevoli insieme alle parti più “easy” (diciamo che il pericolo è sempre dietro l’angolo si si prende a modello la band di Ville Valo…)
Due difetti:
l’eccessiva prolissità di alcune song (Feed on me) conseguenza appunto delle “sperimentazioni” (comunque, sono un tentativo per risultare se non innovativi, almeno particolari, come nell’intermezzo quasi etnico di Dead and Arisen) anche se secondo il mio parere era preferibile “spezzare” o comunque suddividere in intermezzi o intro/outro.
L’uso del Growl. Senza offesa, è pessimo.
Al Singer tra l’altro riesce così bene la voce “decadente” ( ne troviamo un bell’esempio in Dead and Arisen o Loverage) e “sfregiata” da un Growl … “rovina” l’atmosfera soffusa e romantica.
Certo, è il mio parere, condivisibile o meno, però l’ho trovato fuori luogo e dissonante (come nelle song Porfiria o The Cure)
Al di là del fatto che questo cd “underground” è probabilmente poco reperibile in giro, ricordarci di band come Diableria o i Burning Gates, che hanno comunque fatto da pionieri nel genere Gothic Rock all’Italiana, è un omaggio dovuto.
Un grazie ad Antonello per aver reso possibile questa recensione.
Lunaria
Gothic Rock
1999
Diableria