Dopo le atmosfere Noir Jazz di “Queen of siam”-atmosfere che la Nostra propone tutt’ora-, veniamo ora a questo “13.13” che si avvicina maggiormente alle atmosfere oscure classicamente intese.
Le chitarre sbilenche e scordate, stridori e voce annoiata, spesso lagnosa e tesa allo spasimo rendono questo cd il più cupo e tormentato che Lydia abbia composto (da culto le prime quattro tracks!) capace di piacere sia ai cultori del punk virato in black sia agli estimatori del Death rock-malgrado questo non sia un cd Death rock;-.
Come al solito definire in etichette restrittive il sound di Lydia è veramente difficile..di base però troviamo gli echi iconoclasti tipici già dei Jesus e the Jerks-dove militò una Lydia adolescente e ribelle- e atmosfere simil Misfits…
La sua particolarissima voce viene usata come uno strumento e da veramente l’idea di “alienata mentale” o di “psicotica”…più che solitudine fa venire in mente un furore paranoico.
Probabilmente Lydia Lunch è un’artista che ha due anime: una sofisticata e l’altra nichilista, perchè rispetto a “Queen..” qui si cambia registro non solo vocale ma anche sonoro.
Un cd consigliato malgrado sia parecchio personale e poco categorizzabile.
Voto: 9
Lunaria
Darkwave
1981
Lydia Lunch