“Black planet” – “Walk away” – “No time to cry” – “Marian”- “Amphetamine logic”:
definitivamente e totalmente i manifesti che diedero l’anima alla nascente Musica Oscura che nacque dalle Anime Tormentate dei Sisters of Mercy, Mission, Fields of the Nephilim, Cure, Cocteau Twins, Mephisto Walz, Clan of Xymox, Joy division, Dead Can Dance, Christian Death, Siouxsie e gli adepti Batcave capeggiati dai Bauhaus:
Alfieri del sound più fosco e umbratile, diamante nero e lucente illuminato da bagliori violacei che viene etichettato come DARK WAVE, imago noctis sublime.
Ognuno di quei gruppi (siamo onesti… chi ne ha raccolto l’eredità al giorno d’oggi??) ha poi dato anime differenti all’Oscuro in musica:
Cocteau Twins, Mephisto Walz su suoni angelici e lattescenti, Clan of Xymox su song opalescenti e algide, Joy Divison e Siouxsie manipolando la rabbia punk del no future mentre la progenia Batcave la infettava ad un’attitudine dedita al macabro e ad ossute litanie, agli antipodi di quelle epiche-barocche dei primi Dead Can Dance, quelle rock-gotiche dei F.o.t.N e quelle spleen, introverse e piovose di Cure e Mission, mentre i Sisters of Mercy coniugavano voce e sound sexy e suducenti a ritornelli azzeccati:
Le prime tre track sono embematiche al riguardo (confesso: talmente belle e importanti per la mia “anima” che non trovo le parole per descriverle….mi sento in preda a una muta contemplazione estatica…!).
Appunto, tre Dark songs intoccabili e assolutamente NON coverizzabili (le mie orecchie hanno ancora la nausea di fronte a quello scempio scellerato e agghiacciante che i signorini Cradle of Filth fecero di “No Time to Cry”, rendendola una cacofonia allucinante!)
“Marian” è poi una delle track più rappresentative in merito:
vocals profonde si stagliano su riff gelidi e liquidi, mentre il ritmo della drum machine le conferisce un fascino da nenia lugubre che ancora oggi raggiunge vette insuperate di Oscurità .
“First and last and always”, più incalzante, vive di vocals “doppiate” su un ritornello catchy, mentre “Possession” ritorna su gocce di riff rallentati ed echi profondi del basso in primo piano con vocals differite e dopiate, assolutamente perfette (no, decisamente non sono stati gli Him a creare il Goth, consentitemi questa disgressione…) come nell’abbattuta “Nine While Nine” che lascia trapelare la stanchezza dell’attesa :
una song che esprime pienamente l’amarezza esistenziale su frangenti scheggiati di riff.
Ma è con l’inno sepolcrale di “Amphetamine logic” che le Sorelle della Misericordia s’ammantano di ombre nere e sudari:
se le prime track erano sì cupe, ma mostravano spiragli di luce con melodie dilatate, riff gocciolanti ed echi in lontanza, con “Amphetamine logic” tutto è portato al delirio cinico:
riff atri, basso ossessivo, vocals urlate e nichiliste, crudeli nella loro consapevolezza sinistra, che no, tanto non c’è mai stato nulla da fare, e che si sopravvive solo nell’attesa e nella disperazione.
“Some kind of stranger” fa cadere il sipario: sembra una ripresa di “Possession” ma in versione più onirica e doomy.
Per chi scrive, il disco definitivo (che ascolto da anni e sempre ascolterò: è parte di me!) che congiunge erotismo, seduzione torbida, malessere esistenziale forgiando canzoni umbratili e autunnali che dal 1985 non smettono di farci sanguinare stille di dolore e fascino notturno su elegie violacee.
Nella versione rimasterizzata ci trovate delle tracks aggiunte:
la sexy “Poison door” (che potrebbe gareggiare con l’ altro classico: “Alice”!) con un notevole gioco vocale tra il sospiro spettrale della “S” nelle parole del ritonello e lo stillicidio di riff intrecciati a ritmi costanti e trascinanti; “On the wire”, lenta e affondante con l’unica luminescenza apportata dalla chitarra, la lacustre “Blood money”, immediata, pur conservando il fascino Dark e l’insolita “Bury me deep”, ballata quasi country virata in black, fosca e nebbiosa.”Long train” è poco incisiva e pecca di rindondanza ed effetti synth non eccelsi: deludente e trascurabile, mentre una rallentata e doomy versione di “Some kind of stranger” chiude un cd C-A-P-O-L-A-V-O-RO. UNICO, ETERNO, INIMITABILE.
Lunaria
Darkwave
1985
The Sisters of Mercy